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Web semantico

Web semantico

Inizialmente Internet era costituito essenzialmente da testi e indici ipertestuali. Col passare degli anni, un numero sempre più ampio di contenuti ha iniziato a popolare la rete, portando alla necessità di elaborare meccanismi di catalogazione e individuazione delle informazioni più sofisticati. Il web semantico è un prodotto di tale evoluzione e mira ad archiviare e recuperare dati mediante l’uso di regole ed espressioni linguistiche specifiche. L’innovazione di tale tecnica ne ha decretato presto il successo, portando ad una sua veloce diffusione nei più svariati settori del web.

Cos’è il web semantico

L’espressione web semantico è stata usata per la prima volta da Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, per indicare una rete costituita da file scritti seguendo precise regole linguistiche e semantiche, in grado di essere interpretati automaticamente dai browser. Con questo sistema, i documenti possono essere individuati e selezionati dai motori di ricerca in base al loro reale contenuto, offrendo agli utenti risultati più mirati. Infatti grazie a specifici markers semantici, i dati in rete vengono inseriti all’interno di relazioni logiche e sofisticate, che consentono una loro migliore interpretazione, rispetto a quello che accadeva in passato con i tradizionali collegamenti ipertestuali che erano spesso causa di risultati di ricerca ambigui e poco utili. Il web semantico può essere considerato come un approccio che mira ad analizza i contenuti dei testi, ancor prima di proporli all’utente, in modo da capire se sono ciò che sta realmente cercando oppure no, trasformando internet in un sistema paragonabile a quello delle intelligenze artificiali.

A cosa serve il web semantico

Vista la complessità crescente dei contenuti della rete e la sua importanza nella vita quotidiana delle persone, sono necessari sempre più strumenti di ricerca avanzati. Lo scopo del web semantico è quello di rendere internet più intuitivo e funzionale, capace di soddisfare in modo rapido e completo le esigenze degli utenti che navigano in rete. Grazie a questo approccio innovativo, si possono effettuare ricerche mirate e ottenere le informazioni ricercate in tempi brevi e con un rischio minore di incorrere in siti internet non corrispondenti alle proprie richieste. I motori di ricerca elaborano i tratti semantici del testo e ne colgono il contenuto e le relazione con gli altri file, selezionando solo quelli più idonei al profilo dell’utente.

Il web semantico sfrutta alcune tecnologie, quali: Uri, sigla di Uniform Resource Identifiers, una particolare stringa che individua gli indirizzi di rete, il linguaggio Xml, o Extensible Markup Language, strumento di definizione semantica degli oggetti, e infine l’Rdf, Resource Description Framework, che standardizza le informazioni in base alle loro caratteristiche, utilizzando la cosiddetta logica dei predicati. Con la rete semantica è possibile etichettare i propri documenti, definendone l’identità, in modo da renderli più facilmente rintracciabili dai motori di ricerca e da chiunque necessiti di esperirne i contenuti. Si tratta di un progetto ancora in via di sviluppo ma dalle grandi potenzialità e che promette di affermarsi presto in futuro.

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