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Trasformazione Digitale e PMI

Trasformazione Digitale e PMI

Trasformazione Digitale e PMI

Cos’è la trasformazione digitale?

 

La Digital Transformation è sicuramente una delle espressioni più usata e abusata degli ultimi tempi. Pur essendo una tematica ricorrente del panorama tecnologico contemporaneo, arrivare a una definizione univoca non è affatto semplice. In primo luogo perché il concetto stesso di “mondo digitale” è di fatto in continuo mutamento e, in secondo luogo, per la sua natura pervasiva che arriva a coinvolgere tutti gli ambiti aziendali. Ma cosa vuol dire veramente trasformazione digitale: è solo un modo accattivante per dire di passare al cloud? Quali sono i passaggi specifici da intraprendere? Quali parti della strategia aziendale devono cambiare? Ne vale davvero la pena?

Sforzandoci potremmo definire la trasformazione digitale come un processo di innovazione che si verifica in tutte le aree aziendali grazie all’integrazione intelligente della tecnologia come il Cloud, l’IoT, la Blockchain, i Chatbot e l’Intelligenza Artificiale (AI). È, dunque, un’operazione molto complessa che comporta un cambiamento radicale a livello culturale, organizzativo e operativo all’interno di un’organizzazione per rispondere alle esigenze dettate dall’ormai inarrestabile digitalizzazione: una vera e propria sfida per uscire dalla propria “comfort zone” mettendosi alla prova, con l’acquisizione di nuove abilità e competenze tecnologiche.

 

La stato dell’arte delle aziende italiane

 

Sembra superfluo ribadire quanto anomalo sia stato il 2020. La pandemia da Covid-19, tutt’ora in corso, ha completamente stravolto i modelli di business, i flussi di lavoro, i progetti di investimento a livello mondiale costringendo moltissime organizzazioni ad accelerare con urgenza la loro entrata nel mondo digitale. Prima della “catastrofe”, il mondo imprenditoriale italiano si scopriva molto poco orientato alla tecnologia, soprattutto se paragonato ad altre nazioni europee. Una delle cause principali di questo ritardo è senza dubbio attribuibile alle caratteristiche del tessuto imprenditoriale nostrano. Le Piccole e Medie Imprese (PMI) rappresentano, infatti, la struttura portante dell’intero sistema economico italiano e queste, causa le dimensioni ridotte e le scarse risorse, hanno sempre faticato ad abbracciare la trasformazione digitale in toto. Tuttavia, l’emergenza sanitaria ha dato un forte impulso a quest’evoluzione. Nel giro di soli tre mesi, a partire da marzo 2020, la maggior parte delle aziende ha trovato il modo di adattare il proprio business a un contesto totalmente nuovo e inedito: lo smart working diventa sempre più la regola e non l’eccezione, le call su Teams, Zoom o Meet sostituiscono le classiche riunioni in ufficio, perfino la spesa ormai si fa prevalentemente tramite e-commerce.  Non a caso l’85% delle aziende italiane nel 2020 ha spinto il pedale dell’acceleratore sulla trasformazione digitale. Una percentuale sorprendente, soprattutto se paragonata a quella di paesi notoriamente più evoluti da un punto di vista tecnologico, come Germania (71,7%), Francia (70,7%), UK (72,3%).

C’è quindi piena consapevolezza da parte delle aziende del Bel Paese, le quali hanno compreso che avviare una trasformazione digitale non è più un’opzione ma un obbligo per rimanere competitivi sul mercato.

 

(Fonte: Digital Transformation Index di Dell Technologies
https://www.delltechnologies.com/it-it/perspectives/digital-transformation-index.htm 
https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/digital-transformation-sorpresa-italia-e-il-paese-in-europa-a-piu-alto-tasso-di-accelerazione/ )

 

Trasformazione digitale e industria 4.0

 

Digitalizzazione e industria 4.0 vanno a braccetto. Tuttavia se da un lato la digitalizzazione viaggia veloce, dall’altro rimane basso il numero di imprese (4,7%) che sta accelerando sull’industria 4.0, in un paese a forte vocazione manifatturiera come l’Italia. L’industria 4.0 è una diretta conseguenza della digital transformation in campo produttivo e porterà allo sviluppo di fabbriche completamente automatizzate e costantemente interconnesse fra loro, capaci di individuare criticità nel processo produttivo e di porvi rimedio automaticamente in autonomia. Un mix tecnologico di automazione, informazione, connessione e programmazione che vedrà lavorare in sinergia robot e uomini, con un’alimentazione energetica degli stabilimenti a zero sprechi. Con la “quarta rivoluzione industriale” arriva il concetto di smart factory:

  • si parte con la Smart Production, che implica un insieme di tecnologie in grado di ottimizzare la produzione grazie a un’interazione tra uomini, macchine e sistemi; 
  • Smart service, con la creazione di nuove infrastrutture informatiche e tecniche;
  • Smart Energy, il livello di approdo, che pone particolare attenzione ai consumi energetici, creando sistemi più performanti, economici e sostenibili. 

In particolare la sostenibilità e l’impatto ambientale sono tematiche estremamente delicate, su cui i consumatori non scenderanno a patti e il digitale si mostra come il più grande alleato della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Pensiamo ad esempio al settore agroalimentare, presidiato da centinaia di start up impegnate nella ricerca di soluzione per ridurre gli sprechi e adottare modelli di economia circolare. Questa è la sostenibilità digitale: nuove tecnologie che contribuiranno a creare un mondo migliore, per davvero.

 

Opportunità della digital transformation

 

La trasformazione digitale ha come obiettivo quello di essere reattiva al cambiamento, trasformando così la crisi in opportunità. Si tratta di rivisitare costantemente la propria offering di fronte a esigenze di mercato diverse, rendere più fluidi e veloci i ritmi aziendali grazie a sistemi di automazione. Sono numerosi e diversificati quindi i vantaggi traibili dalla digitalizzazione, orientati ad aumentare la competitività sul mercato grazie all’acquisizione di nuove abilità strategiche che snelliscono e velocizzano ogni parte del trasformazione tecnologica. Anche i clienti godono di questi benefici, grazie a un miglioramento della comunicazione e della loro esperienza di acquisto, elementi che aumentano il rapporto di fiducia con il brand. Il rischio, invece, per molte PMI è quello di investire risorse in maniera maldestra perché spesso non possiedono strumenti e competenze necessari per affrontare correttamente la trasformazione digitale. Per ovviare a questo problema è necessario affidarsi a professionisti in grado di analizzare le opportunità offerte dal mondo digitale e, di conseguenza, dar vita a nuovi modello di business plasmati sulle richieste del mercato. Soli così si arriva a essere più reattivi ai cambiamenti tecnologici, investendo sull’aggiornamento di competenze aziendali e la formazione digitale dei singoli lavoratori in modo da anticipare e sfruttare a proprio vantaggio le novità per offrire prodotti e servizi superiori.

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