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Start up italiane ecosostenibili

Start up italiane ecosostenibili

Start up italiane ecosostenibili

Mai come adesso si avverte l’urgenza di cambiare stile di vita e di rivolgersi a soluzioni sempre più rispettose dell’ambiente e sempre più green. Il pensiero dell’ecosostenibilità è sempre più ricorrente nelle persone e se ne parla sempre più spesso. Parallelamente cresce anche il numero delle startup italiane, spesso avviate dai giovani che, insieme a idee innovative e per certi aspetti anche “rivoluzionarie”, trovano soluzioni ecosostenibili. Vediamo a che punto è la situazione nel nostro paese.

Startup ecosostenibili italiane: il quadro della situazione

Come anticipato, le startup orientate alla sostenibilità ambientale sono in ascesa nel nostro paese e molte di queste fanno parte del settore tecnologico. Quella a cui stiamo assistendo è una vera e propria sfida per le aziende che stanno scommettendo su innovativi mezzi di produzione green. Tale scommessa è importantissima per l’Italia così come per il futuro del Mondo intero.

Secondo quanto dichiarato dal Registro delle Imprese, le startup sfiorano le 10.000 unità, con una maggiore concentrazione nel nord Italia, soprattutto in Lombardia ed Emilia Romagna. Da segnalare un discreta crescita anche nella regione Lazio. Di tutte queste nuove imprese, circa 1.350 sono proprio riconducibili alla “filosofia” green.

Le startup italiane di cui andare fieri

A questa nuova imprenditoria innovativa si deve guardare con orgoglio e con la consapevolezza che molte di queste stanno gettando le basi per un futuro più roseo, sia sotto l’aspetto economico di chi vi lavora, che sotto quello del rispetto ambientale che, invece, riguarda chiunque. Ci sono alcune di queste realtà di cui andare davvero fieri, che hanno brevettato idee davvero innovative, dalle maglie realizzate con gli scarti delle arance, agli ombretti che prendono il loro colore dalle cipolle di Tropea.

Queste idee stanno lentamente rivoluzionando il mercato e il modo in cui i consumatori si approcciano agli acquisti. Tra queste centinaia di start up italiane ecosostenibili, vogliamo rendere merito a realtà dell’economia circolare: Orange Fiber, Treedom, Rifò, Paktin, Kanèsis, SyngaSmart.

Orange Fiber: quando gli agrumi diventano abbigliamento

La startup Orange Fiber basa la sua produzione di tessuti e capi di abbigliamento su un’idea innovativa, cioè il recupero dei sottoprodotti dell’industria agrumicola che verrebbero buttati se non si donasse loro una seconda vita. Tra l’altro lo smaltimento comporterebbe ulteriori costi. Grazie a Orange Fiber, invece, tutto questo diventa una risorsa e viene realizzato un tessuto totalmente sostenibile.

Treedom: da Farmville alla realtà

L’idea di base di Treedom prende spunto dal famosissimo gioco per smartphone Farmville. La piattaforma permette di piantare un albero a distanza e seguirne l’evoluzione online. Grazie a Treedom sono già stati piantati più di mezzo milione di alberi tra America Latina, Asia, Africa e Italia. Se si cerca un’idea innovativa per un regalo originale, questa di sicuro non mancherà di stupire. Più green di così, è impossibile.

Rifò: come “riciclare” il vecchio cachemire

Rifò fà del km zero una filosofia operativa. L’azienda tessile produce capi di abbigliamento e accessori di alta qualità e le fibre utilizzate sono rigenerate al 100%. Il progetto prevede il recupero dei vecchi maglioni di cachemire, realizzando un filato a km 0, senza incidere negativamente sull’ambiente. Il concetto di sostenibilità tra l’altro, è sempre più presente nel mondo della moda, perché è uno dei settori dal maggior impatto ambientale. L’obiettivo aziendale è quello di produrre capi dal design classico o elegante, in sinergia all’impegno sociale, all’eco sostenibilità e alla tecnologia.

Paktin: packaging dagli scarti alimentari

Paktin è uno spin off dell’Università di Modena e Reggio Emilia che si propone di riutilizzare gli scarti alimentari quali bucce di arance, mela, pomodoro per estrarre dei biopolimeri al fine di produrre packaging biodegradabili e commestibili. Il modello di economia circolare che persegue Paktin consente di evitare sprechi alimentari, di risparmiare energia nello smaltimento dei packaging e nel creare un circolo ecosostenibile con l’uso di materiali di origine organica per conservare cibi e non solo.

 

Kanèsis: produrre bioplastica grazie alla canapa

Da un’idea nata nel 2015 da una società di Catania, Kanèsis produce bioplastica dalla canapa. La particolarità del loro materiale è che ha una composizione più resistente delle classiche bioplastiche; il prodotto Hempbioplastic può essere utilizzato per le stampanti 3D.

 

SyngaSmart: energia pulita

Le risorse energetiche e i combustibili fossili del nostro pianeta non sono infiniti. Tale concetto deve essere chiaro a chiunque, per questo la ricerca di fonti alternative in grado di alimentare il pianeta è di vitale importanza. SyngaSmart agisce proprio in quest’ottica, creando impianti per produrre energia elettrica dalle biomasse, senza produrre rifiuti o scarti di alcun tipo. Tali impianti sono realizzati in modo da poter sviluppare quantitativi di energia differenti, a seconda delle esigenze della realtà aziendale che le richiede.

L’importanza delle startup green

Come anticipato, il pensiero green è di grande attualità poiché le persone sensibili alla tematica sono in grande aumento. Un futuro ecosostenibile, a cui le aziende Made in Italy green stanno fornendo un grande contributo, deve essere considerato come un obiettivo da raggiungere ad ogni costo e non come un mercato di nicchia.

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