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Il paradigma “many-to-many”

Il paradigma “many-to-many”

Photo credit @nevodka / Shutterstock.com

“Many-to-many” è un’espressione che descrive un paradigma di comunicazione e un nuovo formato dei media, ed è il terzo dei tre maggiori paradigmi informatici su Internet:

1)    La prime applicazioni Internet, come l’e-mail o l’FTP o il Telnet, sono classificate “one-to-one”, in quanto prevalentemente forme di comunicazione tra un individuo e un altro (o un computer e un altro).

2)    Con l’avvento del World Wide Web, le informazioni pubblicate da una singola persona, ad esempio su una pagina web, sono diventate accessibili a molte altre persone; di qui, il secondo paradigma, classificato come “one-to-many”.

3)    Con l’arrivo dei più recenti strumenti web, come il file sharing, i blog, i forum, le chat, i Wiki, i tagging, si è sviluppato un nuovo sistema di applicazione Internet che permette alle persone di contribuire contemporaneamente alla creazione delle informazioni e alla loro ricezione. Inoltre, tale approccio consente alle informazioni stesse di essere collegate in maniera complessa, condivisa e interconnessa tra le diverse parti del WWW.
Questo tipo di applicazione Internet mostra la nascita del nuovo paradigma “many-to-many”.
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Con l’evoluzione verso il paradigma di calcolo “many-to-many”, le persone possono inserire e ricevere informazioni da e verso la Rete; questi individui sono in grado di connettersi e comunicare dinamicamente all’interno di un ambito flessibile; non c’è più alcun confine artificiale tra strumenti di informazione e comunicazione; in più, la stessa definizione di “molti” va ben oltre i singoli individui, andando a comprendere entità di diversa natura, come le organizzazioni, i prodotti, i processi, gli eventi e i concetti in generale.

Nell’ambito dei social media, l’interattività offerta rafforza questo paradigma. La comunicazione social permette infatti una simultaneità delle esperienze collettive che oltretutto collettivizza i contenuti di tali esperienze, abbattendo muri di privacy e di pensiero personale, dicendo “di tutto” “a tutti”, senza reticenze e, anzi, con reiterata volontà di esternazione di sé. È l’era di una nuova legittimazione dell’io, che trova la sua vera interiorità solo nell’esternare a chiunque le proprie azioni, i propri convincimenti e anche i propri valori (politici, sociali, religiosi), in un gioco di rimbalzi in cui, di nuovo, “tutto” deve piacere “a tutti” per essere reale.

 

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