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Nuova legge sul copywriting e web marketing

Nuova legge sul copywriting e web marketing

Di recente l’Unione Europea ha approvato una nuova legge sul copywriting e sul diritto d’autore nell’ambito dei servizi digitali. La legge, che per esteso prende il nome di “Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale”, è passata al vaglio del Parlamento Europeo in data 26 marzo 2019, con il Consiglio dell’Unione Europea che invece si esprimerà in data 9 aprile per l’approvazione definitiva del testo. Ma cosa comporta la legge in questione? E per quale motivo attraverso la sua introduzione si può parlare di una vera e propria rivoluzione nell’ambito dell’esercizio del diritto della proprietà intellettuale?

Gli articoli 11 e 13 della direttiva

La nuova legge sul copywriting e sul copyright prevede una serie di articoli legati soprattutto alla pubblicazione, alla condivisione e allo sfruttamento del materiale digitale all’interno delle piattaforme più varie. Gli articoli fondamentali della direttiva, in grado di cambiare notevolmente le carte in tavola qualora venissero approvate anche dal Consiglio dell’Unione Europea, sono il numero 11 e il numero 13. L’articolo 11 riguarda prevalentemente l’editoria: un’eventuale approvazione porterebbe gli editori della stampa e delle notizie online a poter esercitare il diritto d’autore sull’utilizzo da parte dei siti web degli articoli pubblicati. Per fare un esempio chiaro e semplice, si prenda un giornalista che scriva un articolo per il quotidiano online presso il quale lavora; qualora l’articolo scritto finisse all’interno di un qualsiasi social network, l’autore sarebbe tenuto ad esercitare il diritto d’autore sulla pubblicazione e sulla condivisione del materiale di sua proprietà. Discorso simile per l’articolo 13, all’interno del quale sono contenuti gli obblighi per le piattaforme digitali di impedire che gli utenti (es.: utenti social) pubblichino materiale protetto da copyright senza l’autorizzazione del possessore dei diritti e senza che quest’ultimo venga remunerato adeguatamente.

Effetti sul mondo del web e sul web marketing

L’approvazione definitiva della direttiva sopra citata segnerebbe una rivoluzione fondamentale dal punto di vista della pubblicazione e della ricerca di materiale online. Il discorso, ovviamente, vale anche per il copywriting e il web marketing. In questo caso, vale in maniera simile il discorso fatto per il giornalista stipendiato da un quotidiano (indipendentemente dal fatto che si tratti di un quotidiano cartaceo o digitale): con la legge sul copywriting, un copywriter che pubblica articoli e testi sul web per conto di altri siti sarebbe tenuto a far valere il proprio diritto d’autore sul materiale creato di suo pugno. L’eventuale circolazione sui social di un articolo redatto da un copywriter comporterebbe a quest’ultimo un pagamento adeguato da parte degli stessi social o dalle piattaforme sulle quali l’articolo verrebbe pubblicato o condiviso. Ecco per quale motivo è giusto parlare di rivoluzione: attraverso la direttiva diviene una realtà poter fronteggiare i colossi digitali, e il discorso vale sia per il copywriter professionista che per il copywriter alle prime armi.

Il cambio dei rapporti tra gli utenti e i giganti del web

Ma come cambia il rapporto tra gli utenti e i giganti del web sul piano pratico? Innanzitutto, bisogna specificare come dalla rivoluzione siano esentate le enciclopedie online senza scopi di lucro: di fatto, il provvedimento è stato preso proprio per contrastare gli enormi guadagni dei colossi del web attraverso materiale pubblicato senza autorizzazione degli autori, o comunque senza un compenso adeguato agli stessi. Ma il cambiamento del rapporto introdotto dalla legge sul copywriting comporterà un maggior potere contrattuale da parte degli autori, il che potrebbe portare come conseguenza alla riduzione del traffico digitale sulle piattaforme che attualmente fungono da “raccoglitori” di notizie e articoli più in generale. In ogni caso, qualora il testo venisse approvato in via definitiva se ne riparlerà tra due anni, quando la direttiva entrerà ufficialmente in vigore.

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