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Marketing emozionale

Marketing emozionale

Oggi è sempre più difficile, per le aziende, pubblicizzare il proprio brand senza trovare dei canali alternativi, che siano più vicini al cliente e che lo coinvolgano intimamente. La regola d’oro, da qualche anno a questa parte, è puntare decisi sulle emozioni, su un marketing che non si limiti alla fredda pubblicità di un prodotto o di un servizio, ma che stimoli nell’utente una risposta profonda e sentita. In poche parole: marketing emozionale.

Cos’è il marketing emozionale

Da molto tempo gli esperti di web marketing puntano decisi sul coinvolgimento dell’utente, dallo storytelling dell’article marketing ai video promozionali che mettono in risalto certi valori condivisi dal cliente e dall’azienda. Si tratta di tecniche pubblicitarie derivanti, in un modo o nell’altro, dai dettami del marketing emozionale: una tecnica teorizzata da Bernd H. Schmitt, professore della Columbia University. Secondo lo studioso il messaggio promozionale deve trasformarsi in un’esperienza memorabile, che l’utente possa vivere sfruttando tutti i suoi sensi, e che possa ricordare come una delle più soddisfacenti della propria vita. La tecnica mira ad intuire i desideri inconsci dell’individuo, prima ancora che egli se ne renda conto, e spiazzarlo con un messaggio talmente emozionale da rimanere per sempre nei suoi ricordi. Insieme al brand di chi l’ha prodotto, con notevoli conseguenze a livello di marketing. Secondo Schmitt, il marketing emozionale deve puntare su 5 leve. Vediamole insieme.

Le 5 leve del marketing emozionale

Sense Experience: l’esperienza coinvolge i 5 sensi dell’utente, in modo tale da colpirlo senza che neanche se ne accorga. Un esempio? La goccia di profumo versata nei sacchetti di una nota gioielleria.

Feel Experience: l’esperienza coinvolge emozioni e sentimenti, andando a scavare nell’intimità dell’utente. Rientrano in questo campo campagne ADV come LookBook di Facebook: il video riassuntivo dei momenti più emozionanti vissuti dall’utente e condivisi sul social.

Think Experience: una delle leve più utilizzate nel social marketing. L’azienda sviluppa esperienze in grado di coinvolgere l’utente, spingendolo ad interagire con esse e proponendogli delle sfide o dei problemi da risolvere. Un esempio: i test di conoscenza diffusi sui social network, o i concorsi promossi sulle pagine social aziendali.

Act Experience: l’esperienza che coinvolge direttamente il corpo dell’utente, e lo spinge a provare esperienze fisiche diverse dalla consueta routine, insolite e per questo particolarmente persuasive. Gli assaggi offerti nei supermercati ne rappresentano un classico esempio.

Relate Experience: l’esperienza che spinge gli utenti a raggrupparsi e a interagire fra loro, con lo scopo di scambiarsi esperienze di vita e d’acquisto, e di crescere insieme. Una leva molto utilizzata sul web: basti pensare alle pagine social aziendali, alle community ed ai forum interni alle aziende.

Perché un’azienda dovrebbe rivolgersi ad un professionista

Il marketing emozionale può diventare un veicolo importantissimo per conquistarsi la fiducia ed il cuore dell’utente, trasformandolo così in cliente. E, come ogni forma di marketing, è necessario che l’azienda affidi questo compito ad un professionista che sappia interpretare i segnali lanciati dal target di riferimento, e tradurli in strategie di marketing emozionale adeguate ai clienti, al brand e ai diversi social.

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