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IOS 14: cosa cambia per le campagne Google

IOS 14_ cosa cambia per le campagne Google

IOS 14: cosa cambia per le campagne Google

 Photo credit: DANIEL CONSTANTE / Shutterstock.com

 

Apple, con il nuovo sistema iOS 14 vuole rivoluzionare il mondo del digital marketing. È ormai noto che i siti internet e le app racchiudono al loro interno informazioni che tecnicamente vengono identificate con il termine inglese “cookie”. Questi consentono ai siti web di poter adattare i propri contenuti agli interessi di ogni singolo utente offrendo esperienze personalizzate. Inoltre, gli inserzionisti, i marketer e gli editor possono diffondere degli annunci specifici per le preferenze degli utenti.

La battaglia per la privacy

 

Entro il 2022 è prevista una vera e propria rivoluzione che porterà all’eliminazione dei “third party cookie”, ovvero quei cookie non di proprietà di chi gestisce un determinato sito web, ma che appartengono a una terza parte. Questo cambiamento ha allarmato molte aziende investitrici e gli editori, che rischiano di veder diminuire drasticamente le loro entrate economiche provenienti dalle pubblicità. In molti, quindi, si sono premurati nel cercare delle vie alternative per l’identificazione e hanno dovuto pensare a cosa fare per limitare la perdita dei dati. Un esempio è il (MAID), identificatore di cui è munito il sistema operativo del dispositivo mobile, che comunica le informazioni sul comportamento in app di un utente e del tipo di dispositivo usato.
Apple ha progettato e realizzato una particolare funzionalità: App Tracking Transparency (ATT). Si tratta di un framework che si basa sull’opt-in, cioè sul consenso espresso. Apple tiene in modo particolare alla privacy dei proprio utenti ed è stata una delle prime ad avviare una battaglia a sostegno della riservatezza dei dati.

 

iOS 14 e privacy: cosa cambia

 

Apple ha cambiato il tracciamento dei dati. Il nuovo sistema operativo, iOS 14, ha modificato il modo di profilare gli utenti e ha messo in grande difficoltà i giganti dell’advertising online, uno su tutti Google. Il sistema di Apple riguarda l’IDFA (ID for Advertisers), un codice che viene associato a ogni dispositivo venduto dall’azienda. Questo viene utilizzato per tenere traccia degli interessi degli utenti. Con il nuovo iOS 14, l’IDFA potrà essere eseguito soltanto dopo il consenso dell’utente, e non sarà più automatico. Apple ha esteso questa funzionalità a tutte le applicazioni che vengono installate su un dispositivo e, senza l’utilizzo del codice, sarà impossibile effettuare la profilazione dei navigatori.
Con iOS 14, tutto dipende dal primo accesso a una nuova app che usa IDFA. All’apertura dell’applicazione, infatti, verrà espressamente richiesto se accettare o meno il consenso al tracciamento delle proprie attività per fini pubblicitari. In caso di diniego, non verrà inviata alcuna informazione agli inserzionisti. Se da un lato questa decisione rende Apple una delle aziende che più garantisce la privacy dei propri utenti, dall’altro lato, invece, danneggia pesantemente molte aziende e il settore dell’advertising online.
Infatti, sebbene gli utenti continueranno a visualizzare gli annunci pubblicitari, senza il consenso sul tracciamento dati essi non saranno profilati. Da ciò ne consegue una drastica perdita di efficacia per gli annunci.

 

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Come risponde Google

 

La scelta di Apple avrà delle notevoli conseguenze sulle campagne Google, azienda che riceve, per il 90%, introiti dalle pubblicità. Proprio per questo motivo, Google ha deciso di mettere in atto alcune contromosse, in cui trasparenza, libertà di scelta e controllo dei dati personali saranno alla base delle scelte di inserzionisti e utenti. Google ha creato, per i propri partner e inserzionisti un Help Center dove suggerisce le soluzioni da adottare per rispettare le nuove regole di Apple. Ad esempio, ha introdotto nuovo parametro URL che permette di monitorare, in modo più efficace, i risultati negli annunci su dispositivi iOS.
Il nuovo tag globale (gtag.js) è conforme all’ATT di Apple ed è stato prontamente attivato su Google Tag Manager e Google Analytics.
Per quanto riguarda le campagne Smart Bidding (strategie di offerta che ottimizzano per le conversioni o per il valore di conversione), Google consente di isolare le campagne che fanno uso del sistema operativo Apple, in modo da non contaminare i report e rendere più performanti le campagne. Inoltre, Google ha introdotto un nuovo modello di attribuzione basato sulle conversioni modellate: l’Intelligenza Artificiale opera una stima di conversioni quando non sono presenti i cookie.

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