Intelligenza Artificiale: dove stiamo andando?

Intelligenza Artificiale: dove stiamo andando?

Il settore dell’intelligenza artificiale è uno di quelli che ha fatto maggiori progressi negli ultimi anni. Le novità, una volta messe in commercio, rivoluzioneranno il nostro stile di vita. Sicuramente in meglio. Semplificandolo o permettendoci di risolvere tutta una serie di problemi, in passato apparentemente insormontabili.

Proprio come la robotizzazione anche l’AI ha tutte le potenzialità per incrementare la produttività dell’economia

In molti tra gli addetti ai lavori, a cominciare dal premio nobel per l’economia 2001, Joseph Stiglitz, sono dell’idea che, in uno scenario a medio termine, il futuro del lavoro, le nostre condizioni e lo stato generale dell’economia potrebbero giovarne, se i progetti incentrati sull’intelligenza artificiale e sulla robottizzazione saranno gestiti con intelligenza. Di converso, una gestione unicamente for profit comporterebbe perdita di valori, distruzione e non creazione di posti di lavoro e divario economico tra le diverse classi sociali ancora più forte. C’è il rischio che la generazione futura, ancor più di quella presente, a fronte di un errato utilizzo dei sistemi di AI, passi di continuo da un lavoro all’altro.

Al momento, c’è comunque da essere ottimisti, visto che l’intelligenza artificiale nelle applicazioni dei telefonini, in medicina e nelle auto ha ottenuto risultati di una certa rilevanza. Vediamoli nel dettaglio.

AI nei telefonini

Per quanto riguarda il mondo degli smartphone, la rivoluzione dell’intelligenza artificiale sarà totale. Tra i punti di merita, vale la pena segnalare:

· il riconoscimento degli stati emotivi: numerosi sono i progetti incentrati sul computing affettivo, volti a permettere ai possessori di smartphone di esaminare, di rivelare di rispondere in maniera pertinente agli stati d’animo individuali. Il boom dei servizi di assistenza personali virtuali è stato notevole, ma per interpretare l’intelligenza emotiva c’è ancora da lavorare;

· profilazione comportamentale: le applicazioni degli smartphone continueranno a raccogliere informazioni attinenti alla profilazione comportamentale degli utenti, i quali potranno ottenere assistenza dinamica. Ad esempio, le compagini assicurative adatteranno il prezzo delle polizze auto, in relazione al comportamento di guida del diretto interessato;

· fotoritocco: le fotografie personali saranno in grado di integrare funzioni di intelligenza artificiale. Risultato finale? Gli scatti appariranno automaticamente abbelliti in rapporto alle reali preferenze dell’utente. Ad esempio, gli europei preferiscono dare risalto all’abbronzatura, mentre molti orientali prediligono la carnagione pallida nelle foto.

· miglioramento delle prestazioni dello smartphone: il ruolo dell’Intelligenza Artificiale del dispositivo mobile è e risulterà ancora più evidente, grazie alla presenza dei sensori integrati, fondamentali nell’ottica dell’apprendimento veloce del comportamento dell’end-user. Capire quando richiamare una determinata applicazione, quando riavviare il terminale, quando arrestare il funzionamento delle risorse utilizzate con minore frequenza sarà sinonimo di ottimizzazione della batteria e di risparmio di memoria del dispositivo. Le performance generali ne beneficeranno.

Tirando le somme nel rapporta tra Intelligenza Artificiale e telefonini, a migliorare saranno oltre ai suddetti aspetti, anche il deep learning/interpretazione del linguaggio naturale, l’autenticazione utente non più basata su password e username ma sui parametri biometrici e infine la realtà aumentata. A tal proposito, c’è curiosità per AR ARCore per Android, visto che Google intende attivare l’AR su oltre 100 milioni tra smartphone e tablet Android. Apple sta già puntando sulla piattaforma ARKit che consente agli sviluppatori di godere di tool innovativi, volti ad aggiungere con maggiore semplicità la realtà aumentata alle applicazioni.

AI nella medicina

Il connubio intelligenza artificiale e medicina nei prossimi anni + di sicuro destinato ad intensificarsi. Dove stiamo andando? A dircelo sono i numeri. Una ricerca condotta da Frost & Sullivan evidenzia come nel campo dell’Health Care entro il 2021, gli investimenti cresceranno del 40%: 6,6 miliardi di dollari.

La diagnostica sarà uno dei settori più interessati al cambiamento: gli algoritmi di apprendimento dell’AI saranno sempre più affidabili, al punto da permettere l’ottenimento di informazioni precise sul trattamento dei pazienti. La riduzione degli errori medici sarà un dato di fatto, già resa evidente dai progressi evincibili nel CDSS (sistemi di supporto alla decisione clinica). Allo stato attuale delle cose, l’AI riesce ad individuare prima ed in maniera accurata i tumori nelle immagini radiologiche mediante il controllo del patrimonio storico dei dati del paziente. Dati che naturalmente non sono alla portata di un unico medico. Watson Oncology è un fulgido esempio di quanto testé indicato. Di cosa si tratta? Di una piattaforma sviluppata da IBM: i dati del paziente vengono incrociati con quelli presenti nei report e nelle note cliniche, oltre che con quelli di ricerche esterne con l’intento di implementare il miglior piano di trattamento possibile.

Anche la cardiologia sta facendo passi da gigante grazie al ruolo giocato dall’intelligenza artificiale. Google e i tecnici del Medical brain Team hanno pubblicato uno studio sulla nota rivista Nature, dove l’idea di fondo è stata quella di riuscire a prevedere i rischi di infarto e, conseguentemente, le possibilità di rischio di morte di un paziente. Il tutto con un’accuratezza del 95%. Naturalmente, grazie ad innovativi sistemi di AI, in grado di accedere ai documenti delle precedenti analisi mediche e agli appunti dei medici e degli infermieri.

AI nelle auto

Numerose case automobilistiche, al fine di comprendere quali sono le effettive condizioni psico-fisiche del conducente e di misurarne il reale livello di fatica, utilizzano la mobile app che funziona tramite la fotocamera anteriore dello smartphone. L’obiettivo di aumentare la sicurezza in strada, grazie a questo sistema sta dando i primi frutti in molte nazioni.

Anche il facial recognition ricoprirà un ruolo sempre più importante a partire dai prossimi anni. Ad oggi, viene utilizzato in alcuni camion con l’intento di tenere sotto controllo lo stato dei conducenti per evitare incidenti, dovuti a distrazioni, mancanza di lucidità e affaticamenti di vario tipo. L’innovazione in questione farà in futuro il suo debutto anche negli abitacoli delle auto.

Interessante poi sarà la novità delle videocamere, equipaggiate con sistemi innovativi di riconoscimento e di allerta. I casi dei genitori che dimenticano i figli in auto o dei padroni che lasciano gli animali sui sedili posteriori, saranno un ricordo del passato. Obiettivo? La creazione di un ambiente maggiormente confortevole.

Per il sogno delle auto autonome, secondo numerose ricerche, occorrerà invece attendere il 2050.

Conclusioni

Non c’è dubbio che i settori dei telefonini per via delle mobile app, della medicina e delle auto saranno rivoluzionati in maniera radicale dallo sviluppo di sistemi di Intelligenza Artificiale decisamente all’avanguardia. Bisognerà solo capire le modalità con cui verranno implementati, in quanto potrebbero davvero rivoluzionare in meglio il nostro stile di vita in futuro.

Intelligenza Artificiale: dove stiamo andando? ultima modifica: 2018-10-18T09:11:08+00:00 da andrea salis
2018-10-18T09:11:08+00:00

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