airlogo

AIR Communication Srl si occupa di Comunicazione Integrata e si rivolge a medie e grandi aziende nazionali e internazionali. AIR Communication è in grado di offrire una consulenza completa e personalizzata, fondata sulla capacità di ascoltare, interpretare e tradurre in strategie, servizi e prodotti mirati le esigenze, gli obiettivi di business e i valori del cliente.

+39 06 83709819

Via Aurelia 547 - 00165 Roma

 

Gruppi Facebook: le nuove regole per amministratori

Gruppi Facebook_ le nuove regole per amministratori

Gruppi Facebook: le nuove regole per amministratori

Photo credit: Primakov / Shutterstock.com

In questi ultimi giorni, Facebook ha annunciato sul suo blog un nuovo giro di vite contro la diffusione delle fake news e della disinformazione, introducendo delle importanti modifiche ai regolamenti, in particolare quelli riguardanti i gruppi. Ciò, nelle intenzioni di Zuckerberg e compagni, dovrebbe servire a limitare ancora di più le violazioni che, tutti i giorni, avvengono sul social e che si concretizzano spesso in una diffusa disinformazione, che trova proprio nei gruppi terreno fertile. Le nuove regole avranno un importante impatto su tutti coloro che gestiscono questi gruppi e sui membri che ne fanno parte, limitando l’azione di questi ultimi e prevedendo anche sospensioni del gruppo stesso.

I social e le fake news

Secondo i dati comunicati da Tom Alison, Vicepresidente Engineering di Facebook, nell’ultimo anno il social ha rimosso oltre un milione e mezzo di contenuti pubblicati nei gruppi, perché violavano le norme sul cosiddetto odio organizzato. Il 91% di questi casi, tiene a precisare Alison, è stato individuato grazie al controllo proattivo di Facebook, che ha anche rimosso circa 12 milioni di post che incitavano all’odio. Il problema delle fake news è uno dei più radicati all’interno dei social, perché spesso si fa fatica a individuare i singoli post e i singoli iscritti che si rendono protagonisti di questa distorta diffusione. Le fake news, inoltre, sono ormai diventate uno strumento che anche alcuni politici utilizzano per fare campagna elettorale e screditare i propri avversari (basti pensare ai tweet di Donald Trump oscurati da Twitter), cosicché questo intervento si è reso sempre più urgente per limitare la continua diffusione di informazioni false o manipolate. Alcuni gruppi Facebook, poi, erano diventati veri e propri contenitori di fake news e, al loro interno, le persone venivano incitate all’odio e al razzismo, oltre che alla violenza contro le donne, le minoranze ecc.

Le nuove regole per i gruppi Facebook

Stando alle vecchie regole di Facebook, l’unica limitazione, tra l’altro riguardante soltanto gli amministratori dei gruppi, era di non poterne aprire altri simili a quelli chiusi perché violavano gli standard della comunità. Adesso, invece, con l’introduzione delle nuove regole, sia gli amministratori che i moderatori di un gruppo chiuso verranno sospesi per almeno un mese. Inoltre, se trascorsi i trenta giorni queste stesse persone proveranno a creare un nuovo gruppo simile al precedente, verranno sospesi per un altro mese. Come accennato sopra, questo nuovo regolamento coinvolgerà anche i membri iscritti che, nel caso avessero trascorsi di violazione degli standard, saranno soggetti, prima della pubblicazione, all’approvazione di ogni loro post da parte dell’amministratore del gruppo o dei moderatori. In aggiunta, Facebook monitorerà costantemente la presenza di almeno un amministratore attivo all’interno del gruppo e, se questo non si paleserà, il gruppo verrà automaticamente archiviato. Parallelamente, però, il social si impegna a suggerire agli amministratori una lista di papabili utenti che potrebbero essere in grado di ricoprire il ruolo di admin del gruppo, così da permetterne la sopravvivenza. Infine, il social si è anche autoregolamentato nel settore dei suggerimenti dei gruppi, dai quali verranno esclusi quelli considerati sanitari, perché troppo spesso luogo di disinformazione e diffusione di fake news. In questo modo, secondo Facebook, dovrebbe essere più facile spingere gli utenti a cercare informazioni di questo tipo su fonti considerate autorevoli.

Share