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Google FloC e i cookies

Google FloC e i cookies

Google FloC e i cookies

Oltre a essere il più famoso motore di ricerca, Google è leader degli annunci sul Web, da cui ricava gran parte del proprio fatturato. Ora l’azienda di Mountain View si propone di rivoluzionare il settore, sostituendo i cookie per il tracciamento con un insieme di strumenti, il cui obiettivo è quello di permettere agli inserzionisti di impostare target precisi e al tempo stesso tutelare l’anonimato degli utenti.
Federated Learning of Cohorts, da qui abbreviato come FLoC, è il nome di questa funzionalità, che verrà rilasciata gradualmente in beta nei prossimi mesi dopo la conclusione della fase di test. Vediamo di seguito cosa si intende per FloC e quali cambiamenti potrebbe apportare nel mondo degli annunci online.

In cosa consiste FloC e perché si promette di sostituire i cookie?

 

FloC è un futuro standard di Chrome che, stando agli intenti di Google, permetterà di visualizzare annunci altamente targettizzati e modulati sugli interessi dell’utente, senza che gli inserzionisti ne conoscano l’effettiva identità. Ciò sarà possibile perché, invece degli attuali cookie, chi naviga verrà inserito in una coorte, un insieme di utenti abbastanza ampio da garantire un livello di quasi anonimia sul Web. Per approfondire a livello tecnico, il browser Chrome inizierà a utilizzare algoritmi, i Federated Learning, per generare un numero notevole di “coorti”, ovvero cluster di persone che condividono caratteristiche e interessi. Di fatto, ciò consentirà di mantenere privati i dettagli relativi alla cronologia di navigazione individuale, che non verranno più condivisi. Sarà il browser a prendere in esame la cronologia e inserire, in base ai dati, il profilo dell’utente all’interno di una specifica coorte. Ecco dunque che quando un utente visiterà una pagina web, Chrome comunicherà a quel sito che rientra in una determinata coorte. Google ha già annunciato che non si tratterà di piccoli gruppi, ma di cluster composti di migliaia di persone. Un po’ come accade con la creazione di un target ideale per il lancio di un prodotto o servizio, spetterà al titolare del sito sapere quali sono le caratteristiche relative alla coorte.

 

Come cambierà lo scenario della pubblicità online con FloC?

 

Molte delle aziende che hanno costruito il proprio successo affinando la tecnica pubblicitaria online non hanno accolto l’annuncio di FloC in modo positivo: ciò non dovrebbe stupire se si considera che al momento non si conoscono le potenziali ripercussioni di questo cambiamento, che per il web marketing rischia di essere epocale. Infatti, al momento, non si registrano altre software house con browser attivi sul mercato che abbiano dichiarato la volontà di sposare il sistema FLoC.

Ad ogni modo, il gigante di Mountain View prosegue per la propria strada, nel tentativo di trovare un’alternativa sostenibile ai cookie di terze parti. Il primo test mirato a studiare la fattibilità e le eventuali criticità di FLoC si pone l’obiettivo di aiutare i siti a impararne il funzionamento, mentre solo in un secondo momento inizieranno i test sugli utenti. Al momento, si registra una minuscola percentuale di utenti, soprattutto in nazioni come Australia, Canada e India, che sono già in grado di provare FLoC. Anche se gli altri grandi attori del settore della pubblicità online non sono intenzionati ad adottare la nuova tecnologia di Google come standard per una pubblicità mirata che tuteli la privacy dell’utente, Chrome dispone di una quota di mercato tale che è probabile che FloC possa comunque imporsi come la nuova norma. Non resta che attendere il risultato dei test e capire come questa introduzione potrebbe entrare in conflitto con la normativa GDPR del Parlamento Europeo.

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