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Fenomeni social: Zoom Bombing

Fenomeni social_ Zoom Bombing

Fenomeni social: Zoom Bombing

Zoom è una piattaforma di video chat che ha conosciuto un successo inaspettato e assolutamente inatteso dovuto sicuramente all’esplosione della pandemia Covid 19. Inizialmente era nata come una delle tante applicazioni di videoconferenza, ma in poco tempo è diventata un vero e proprio punto di riferimento per riunioni e incontri virtuali. Lo stesso creatore di Zoom non si aspettava un volume di utenti così massiccio e proprio per via della sua grande diffusione vi sono stati diversi problemi legati alla sicurezza come lo Zoom Bombing.

Che cos’è Zoom?

Prima di addentrarci nel fenomeno social, Zoom Bombing, spieghiamo meglio cos’è Zoom. Si tratta di una piattaforma molto nota di video conferenza, semplice e molto intuitiva da utilizzare e gratis fino a 40 minuti e con 100 persone collegate. Il suo funzionamento è legato alla creazione di una o più stanze virtuali nelle quali si possono invitare gli altri. Negli ultimi mesi, a causa della pandemia da Covid 19, questa piattaforma è stata utilizzata veramente per tutto. Non solo, quindi, riunioni di lavoro e lezioni online, ma ci sono stati anche aperitivi virtuali, concerti live, incontri virtuali e addirittura matrimoni! Per la scuola si è rivelato essere uno strumento importantissimo, ma purtroppo giorno dopo giorno sono subentrati sempre più problemi. Questi sono legati soprattutto alla privacy e alla sicurezza e non sono mancati neanche odiosi fenomeni come il bullismo e il cyber bullismo.

 

Lo Zoom Bombing

Nell’ultimo periodo si è sentito tanto parlare di Zoom Bombing, ma di cosa si tratta esattamente? Con questo termine si intende letteralmente attacco a Zoom. Gli aggressori, coloro che attaccano, vengono chiamati Zoombombers e riescono a introdursi all’interno delle video conferenze attraverso i link di accesso delle stesse. Tali link, infatti, si reperiscono in maniera molto semplice anche perché, spesso, vengono condivisi tramite i social network. I link vengono poi ricondivisi su Instagram, Tik Tok e altre piattaforme informatiche molto seguite come Reddit o Discord. A compiere queste incursioni sono principalmente i ragazzini che si divertono a prendere in giro i prof durante le videolezioni, ma in alcune occasioni sono stati compiuti anche atti piuttosto gravi da persone adulte, come balordi che ricercavano un po’ di notorietà o militanti politici. Ad interessarsi al caso c’è anche l’FBI che ha diffuso un comunicato in cui ha elencato le nuove procedure di sicurezza.

 

Come difendersi dallo Zoom Bombing

Per difendersi da tale fenomeno è possibile mettere in atto diverse precauzioni. La più semplice è sicuramente quella di evitare che altri partecipanti possano condividere il proprio schermo. Per farlo bisognerà selezionare Condividere Schermo, poi Impostazioni Avanzate e alla voce Chi può condividere? Spuntare Ospita solo nella parte inferiore della riunione Zoom. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di chiedere ai partecipanti di inserire una password per accedere alla riunione e disabilitare i trasferimenti di file durante le riunioni, per evitare di ricevere immagini indesiderate come foto porno. Se nonostante tutto, un malintenzionato riuscisse comunque a intromettersi al meeting, l‘host potrà sempre rimuoverlo. Per farlo è necessario accedere al Menù dei Partecipanti e cliccare su Rimuovi. Se si desidera che questo non abbia più la possibilità di unirsi di nuovo alla video conferenza occorrerà togliere la spunta da Consenti ai partecipanti rimossi di ricollegarsi.

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