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Dal Web 3.0 al Social Business…

Dal Web 3.0 al Social Business…

… il passo è breve. O almeno così è auspicato da Philip Kotler che nel 2010 aveva pubblicato “Marketing 3.0: From Products to Customers to the Human Spirit”, in cui al concetto di Web 3.0 è associato quello di Marketing 3.0. Successivamente, Kotler, con il suo ultimosocial-business-1 lavoro “Good Works!: Marketing and Corporate Initiatives that Build a Better World… and the Bottom Line”, indica le linee guida per realizzare dei modelli di Social Business e propone la concreta finalità di “costruire un mondo migliore”. In questa fase storica, tutte le aziende, grandi e piccole, operano “sotto gli occhi di tutti” e questo a causa dei (o grazie ai) Social Network che pongono sotto il giudizio collettivo l’operato delle singole imprese. Certo, per le grandi imprese l’attenzione sarà maggiore, dovranno cioè dimostrare che al profitto d’impresa uniscono il perseguimento del bene comune, in modo da generare consensi facendo trasparire la volontà di cooperare per la creazione di un mondo migliore. Per le piccole imprese lo stress di “fare la differenza” con le proprie azioni è certamente a livelli più bassi, ma resta comunque il fatto che ormai devono operare su un canale aperto a tutti e con l’obiettivo di generare consensi (si pensi, ad esempio ai “mi piace” di Facebook). Pare che le parole chiave di questa nuova “versione” del web siano openness e semantica. In soldoni: apertura, trasparenza, vastità (di dati e di loro utilizzo/riutilizzo), ma anche accesso più semplice ai risultati (e ai dati) grazie al riconoscimento del vero significato che i dati stessi hanno rispetto al contesto in cui sono stati creati (semantica). Oggi, i consumatori possono scambiarsi con grande facilità opinioni su imprese, prodotti e marche e discutere delle loro performance funzionali e sociali, e la nuova generazione di consumatori è molto più attenta ai problemi e alle preoccupazioni di natura sociale. È dunque ora di cambiare! Le imprese devono reinventarsi e abbandonare il più rapidamente possibile le prassi dei vecchi e confortevoli Marketing 1.0 e 2.0, per avventurarsi nel nuovo mondo del Marketing 3.0, cercando sempre di unire al prodotto l’anima, cioè quell’insieme di valori nei quali i consumatori riescono ad identificarsi. E, in più, l’orientamento deve essere al bene comune, secondo il modello del Social Business. Una sfida interessante, in un contesto in continua evoluzione.

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