airlogo

AIR Communication Srl si occupa di Comunicazione Integrata e si rivolge a medie e grandi aziende nazionali e internazionali. AIR Communication è in grado di offrire una consulenza completa e personalizzata, fondata sulla capacità di ascoltare, interpretare e tradurre in strategie, servizi e prodotti mirati le esigenze, gli obiettivi di business e i valori del cliente.

+39 06 83709819

Via Aurelia 547 - 00165 Roma

 

Come cambierà l’algoritmo di Google

Come cambierà l'algoritmo di Google

Come cambierà l’algoritmo di Google

Algoritmo di Google: ecco come cambia

Che l’algoritmo del motore di ricerca più famoso in assoluto cambi in maniera costante, non è affatto un segreto. Così come non è un segreto il fatto che venga migliorato per adattarsi meglio alle esigenze e ai bisogni degli utenti. Eppure, non sono molte le persone a conoscere esattamente quali sono le modifiche apportate e come Google funzionerà nei prossimi anni.

Nonostante il più grande aggiornamento dell’algoritmo di ricerca Google sia avvenuto nel 2019 e porti il nome di Bert, la realtà è che si tratta di un processo che prevede un’evoluzione continua. Ogni giorno tale algoritmo viene definito nelle query di Google per diventare sempre più affinato, preciso e particolare.

 

Alla base del funzionamento di questo sistema, c’è un meccanismo abbastanza particolare. L’algoritmo di Google, difatti, mira a scomporre le varie frasi inserite nei motori di ricerca. Successivamente, esso tende ad assegnare un certo punteggio alle varie parole cercando la loro presenza sul web.

Il miglior risultato viene scelto in relazione ad alcuni fattori, tra cui:

– la qualità del testo;
– la compatibilità dell’argomento di ricerca con quanto spiegato sul sito;
– la natura del sito;
– la sua reputazione;
– quella dell’host.

A questi si aggiungono anche altri elementi di valutazione che potrebbero influire sull’algoritmo di Google.

A occuparsi di stilare la classifica è il Bert stesso, ovvero l’intelligenza artificiale. Quest’ultimo è responsabile di definire la ricerca sino ai parametri più piccoli. Proprio questo rende Bert particolare: esso determina la classifica dei risultati basandosi anche sulla propria evoluzione, imparando a riconoscere quali sono i siti più pertinenti. Bert è, ormai, in grado persino di comprendere il significato delle varie frasi ricercate.

Ciononostante, sono comunque poche le query che vengono in qualche modo influenzate da Bert. Di più sono i risultati di ricerca sui quali Bert non interviene in alcun modo, anche se si pensa che nel 2021 Bert dovrebbe essere in grado d’influenzare almeno il 10% di tutte le ricerche svolte.

 

RankBrain: che ruolo svolge?

 

A differenza di quello che si potrebbe pensare, RankBrain non viene affatto meno, ma continua a esistere fornendo il proprio contribuito per il ranking dei siti in merito a una certa ricerca. Rank Brain, per chi non lo sapesse, è il primo algoritmo di calcolo di Google basato sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Secondo la stessa Google, si tratta di un sistema che continuerà a essere utilizzato ancora, finché Bert non riuscirà a coprire almeno l’80% risultati delle ricerche,

Per questo restano comunque validi i vari consigli sull’aspetto SEO della creazione dei siti web: uso di parole chiave specifiche, ma non in modo massiccio; utilità per l’utente; chiarezza; presenza di link esterni, profondità di trattamento degli argomenti e, soprattutto, un’elevata reputazione. Sono tutti quei fattori che possono essere particolarmente utili se si vuole migliorare il posizionamento del proprio sito web sul motore di ricerca più popolare del mondo. L’obiettivo dev’essere sempre quello di creare dei contenuti di qualità e rispettare le regole SEO.

Share