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Black Mirror: paura o fascino?

Black Mirror: paura o fascino?

Mai sentito parlare di Black Mirror, la serie televisiva che introduce argomenti all’apparenza fantasiosi, ma sempre più vicini a diventare realtà? Black Mirror è un prodotto che ha fatto e continua a far parlare di sé, che pone tutti noi sotto la lente di ingrandimento, che prende in esame il nostro essere fragili, ossessionati, vittime delle nostre ambizioni e delle nostre stesse creazioni. Black Mirror è una fonte quasi inesauribile di riflessioni esistenziali per qualsiasi spettatore. È impossibile restare indifferenti di fronte a vicende e tematiche che ci mettono davanti ad uno specchio, mostrando la nostra persona e la nostra volontà in maniera deformata, ma irrimediabilmente verosimile. Black Mirror lo fa in continuazione, provocando sensazioni contrastanti, forti, ma terribilmente reali. Vediamo perché.

Black Mirror affascina ed impaurisce allo stesso tempo

Black Mirror è la serie che parla della nostra realtà e che lo fa spostando l’attenzione verso un futuro prossimo e probabile, ponendo di volta in volta all’attenzione dello spettatore domande su come la tecnologia possa influenzare, stravolgere o persino distruggere le nostre vite. Black Mirror è una serie formata da episodi slegati fra loro e senza alcuna continuità, ma basata su un trait d’union sempre evidente ed inquietante. La serie non verte mai sull’intrattenimento, ma mette in evidenza le nostre paure, i limiti sempre più evidenti della nostra umanità ed il nostro rapporto morboso con il progresso, che potrebbe rivelarsi un vero e proprio incubo o addirittura scaturire in un’involuzione della nostra società. Ogni puntata della serie prodotta da Netflix prende spunto da una tematica diversa, ma strettamente legata al mondo dell’informatica, dei social network e della nostra realtà virtuale, sempre più influente all’interno delle nostre vite, sempre più in grado di condizionare le nostre scelte, i nostri punti di vista, le nostre reazioni. Black Mirror è una serie rivoluzionaria, tesa ad evidenziare ciò che accade ogni giorno a ciascuno di noi e che il più delle volte passa completamente inosservato, perché ormai parte integrante delle nostre abitudini, del nostro essere dipendenti dalle macchine e dai dispositivi elettronici. Black Mirror prende spunto dall’osservazione delle manie e del costume contemporaneo, associati alle tecnologie in voga, al fine di prefigurare un futuro distopico che a guardarlo bene non sembra neanche troppo lontano o futuristico, un po’ come al loro tempo fecero autori come George Orwell e Aldous Huxley.

Un futuro realistico?

Viviamo un presente sempre più attanagliato da tecnologie di ogni genere, che condizionano profondamente il nostro modo di vivere e che presto potrebbero sfociare in una vera e propria dittatura dei servizi ed in una completa negazione della privacy. Ma è davvero così o gli autori di Black Mirror hanno soltanto giocato nell’estremizzare una situazione che non avrà mai modo di presentarsi ai nostri occhi? Black Mirror racconta di rapimenti filmati e condivisi su YouTube, di un’umanità totalmente anestetizzata che spende tutti i propri averi per acquistare beni superflui che non occorrono a nessuno, di congegni elettronici che registrano ogni singolo attimo della nostra esistenza, di software vocali attraverso cui discorrere con le persone morte, e ancora, di applicazioni che permettono di assegnare un voto ad ogni singola persona incontrata, al fine di creare un grande ranking nel quale vengono elencati tutti i pregi e i difetti di ciascun componente della nostra società. Black Mirror è un prodotto che parte dalla realtà e la estremizza, che fotografa un’umanità completamente asservita al volere della tecnologia e di coloro che la controllano. Black Mirror colpisce nel profondo ognuno di noi, nessuno escluso, addossandoci la colpa di essere andati troppo oltre, di aver smarrito i valori di una volta, la genuinità che apparteneva alle generazioni passate. E se il futuro andasse davvero nella direzione mostrataci da questa rivoluzionaria serie Tv?

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