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Perché molte aziende stanno boicottando le pubblicità su Facebook

Perché molte aziende stanno boicottando le pubblicità su Facebook

Perché molte aziende stanno boicottando le pubblicità su Facebook

Moltissimi inserzionisti hanno deciso di boicottare Facebook per la loro pubblicità online accusando il colosso dei social di non controllare l’incitamento all’odio, chiedendo quindi una maggiore responsabilità da parte del social network.
Facebook rappresenta, dopo Google, la più importate rete pubblicitaria digitale, infatti detiene oltre il 21% della quota di mercato.

 

Quali Big Company boicottano Facebook?

 

Coca Cola, Unilever, Starbucks e altre 150 aziende si sono unite alla campagna Stop Hate for Profit rimuovendo le inserzioni pubblicitarie dal social di Menlo Park per contrastare l’odio in rete.
L’iniziativa è stata promossa dalla Lega Anti Diffamazione attirando l’attenzione di colossi come Starbucks, Mozilla, Coca Cola, Unilever, Verizon, Honda, Levi Strauss e moltissime altre aziende.
Stop Hate for Profit è la campagna che sta sconvolgendo il mondo dell’advertising mettendo nel mirino gli over the top, gli Ott della pubblicità, ossia i player digitali maggiori che raccolgono la fetta più cospicua di pubblicità online, tra cui ovviamente Facebook, oltre a YouTube, Instagram e Twitter.
È proprio Facebook la società maggiormente coinvolta nella vicenda, tanto da aver subito un calo in borsa dell’8,3%.

 

Perché le grandi aziende boicottano Facebook?

 

La campagna nasce da quei contenuti a sfondo razziale che inneggiano all’odio attraverso il social network, problema che nasce dalla scelta di Zuckerberg di non rimuovere alcuni post controversi a seguito della morte di George Floyd.
Coca Cola dice “Non c’è spazio per il razzismo nel mondo e non c’è spazio per il razzismo sui social media” tramite la voce del Ceo James Quincey che chiede più trasparenza, pertanto annuncia lo stop di un mese alle inserzioni pubblicitarie su Facebook.
Unilever, il colosso dei beni di consumo che investe in pubblicità Facebook per 42,4 milioni di dollari, collocandosi come uno dei più grandi investitori, ha dichiarato che smetterà di fare promozione su Facebook almeno per tutto il 2020.
La casa automobilistica Honda investe 6 milioni di dollari e in una nota ha dichiarato di sospendere le inserzioni Facebook e Instagram scegliendo di essere uniti contro il razzismo e l’odio.
Levi Strauss, nota azienda di abbigliamento ha eliminato 2,8 milioni di dollari di pubblicità dal social network, per bloccare la diffusione di discorsi di incitamento all’odio razziale e alla violenza che potrebbero minare democrazia e integrità delle elezioni, scegliendo di sospendere la pubblicità fino alla fine di Luglio e che la ripresa dipenderà dalla risposta di Facebook.
Anche Verizon, azienda di telefonia, che investiva in inserzioni Facebook 22,9 milioni ha messo in pausa la pubblicità finché il social network non apporterà una soluzione al problema.

 

La risposta di Facebook

 

Nel frattempo Facebook ha avviato delle contromisure annunciando nuove etichette per i post di natura politica, inoltre ha bandito oltre 250 organizzazioni inneggianti alla supremazia bianca su Facebook e Instagram.
Oltretutto il social network ha investito ingenti somme in programmi di intelligenza artificiale per individuare il 90% di discorsi di incitamento all’odio prima che vengano segnalati dagli utenti.
Le nuove linee guida sull’advertising cercano, quindi, di dimostrare come la società sia molto sensibile ai temi sollevati dalla campagna Stop Hate for Profit.

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